Chiesa DI San Rocco
Fu nel tempo in cui la peste nera devastava l’Europa, a metà del Trecento, che i grumesi, oppressi dal dolore e dalla paura, decisero di affidarsi a un nuovo patrono. Le campane tacevano e i vicoli erano immersi in un silenzio rotto solo dai lamenti: in pochi anni era scomparso un terzo della popolazione europea. In quel vuoto, il nome di san Rocco giunse come un soffio di speranza.Era un santo molto caro agli Angioini, sovrani delle Puglie, che diffondevano il suo culto come protettore degli appestati e difensore degli umili. La sua vita, avvolta di leggenda, narrava di un giovane nato a Montpellier, nel cuore della Francia meridionale, agli inizi del Trecento. Di famiglia nobile e facoltosa, Rocco rimase orfano a trent’anni e, senza esitazione, distribuì i suoi beni ai poveri. Si mise poi in cammino verso l’Italia, dove la peste infuriava, per assistere i malati. Contagiato a sua volta, si ritirò in solitudine per non nuocere agli altri. Sopravvissuto al morbo, tornò in Francia, ma trovò il regno sconvolto da lotte feroci e fu arrestato, scambiato per una spia. Morì in prigionia, eppure la sua fama lo aveva già preceduto: testimone di carità e sopravvissuto alla peste, divenne presto uno dei santi più venerati nelle campagne italiane, invocato contro le epidemie.
A Grumo, sotto il dominio dei Tolomei, gli fu dedicata una cappella in pietra, semplice e raccolta, costruita di fronte al castello feudale, là dove oggi sorge palazzo Scippa. Documenti attestano che già nel 1478 la chiesa era attiva e cara alla popolazione. Nel XVIII secolo, tuttavia, l’edificio versava in rovina, e fu necessario costruire una nuova chiesa in onore del santo. I lavori iniziarono nel 1798 e si conclusero nel 1898 con l’aggiunta del campanile. Per l’occasione lo scultore Riccardo Brudaglio realizzò una statua in legno del Santo. All’interno, affreschi del pittore barese Umberto Colonna, eseguiti nel 1958, raffigurano San Rocco pellegrino e la Madonna di La Salette, accompagnati da statue di San Michele Arcangelo e di San Luigi. Da oltre tre secoli, una confraternita cura la chiesa, provvedendo a restauri e manutenzione. Ancora oggi san Rocco veglia su Grumo Appula, patrono amato e invocato. Ogni anno, nell’ultima domenica di settembre, la città si illumina per la sua festa: un legame antico, nato nell’ombra della peste e rifiorito nella speranza di un popolo che non smise mai di credere.

















