Chiesa di santa maria di Monteverde
Qui dove oggi sorge la Chiesa di Monteverde, un tempo vi era solo una piccola a forma di arco. Al suo interno, esposta allo sguardo dei viandanti perché collocata tra due strade, brillava l’icona della Beata Vergine Maria sotto il titolo di Lauretana. Sul dipinto, attribuito a un pittore greco, si leggeva la firma: Io. Giubamesca-Meyalizio. L’immagine era chiamata “di Monteverde” perché posta su un’altura, poco distante dal vecchio abitato di Grumo. La piccola cappella sorgeva presso l’orto di Pacifico Danisi, là dove le strade si incrociavano e i passanti trovavano conforto in uno sguardo rivolto al cielo. Fu proprio in quel luogo che la fede di Marino Giappino trovò compimento. Guarito da una disperata infermità, egli aveva promesso di erigere una chiesa alla Vergine. Una notte, la Madonna stessa gli apparve in sogno chiedendogli di dare forma al suo voto. Con il contributo dei grumesi, nel 1633 la piccola cappella lasciò spazio a una chiesa vera e propria.
La nuova costruzione, in stile romanico-pugliese, fu realizzata con conci di pietra locale. La pianta rettangolare racchiude una navata a due campate con volte a padiglione e un presbiterio raccolto. L’altare maggiore, dorato in oro zecchino e di ordine corinzio, custodisce ancora oggi l’antica icona della Vergine. Due tele di Giacomo Quercia, datate 1781, impreziosiscono l’interno: una raffigura l’arcangelo Raffaele che accompagna Tobiolo, con Santa Rita e un Padre della Chiesa; l’altra mostra Sant’Irene, San Vincenzo Ferreri e Sant’Alberto Magno.All’esterno, lo sguardo è catturato dal timpano spezzato che ospita, in un’edicola rettangolare, la statua seicentesca della Madonna con Bambino, la corona sorretta da due putti. Sul lato sinistro, un campanile eretto nel 1954 si innalza sobrio con la sua cella monofora, custodendo tre campane di diverse dimensioni che, con i loro rintocchi, scandiscono ancora i giorni della comunità. Ogni anno, l’ultima domenica di maggio, le vie di Grumo si illuminano di fede e festa. È allora che la Madonna di Monteverde, patrona del paese, torna a percorrere le strade che un tempo videro solo un’icona tra due sentieri, e il popolo rinnova la sua antica promessa di devozione e gratitudine.














