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Chiesa di Santa Maria delle Grazie


(XVI sec.)

Nella metà del 1500, la Puglia era una terra di confine e di passaggio: crocevia tra Oriente e Occidente, segnata da minacce esterne e difficoltà interne, ma anche da una profonda religiosità popolare che lasciava tracce concrete in edicole, cappelle e confraternite. Non si conosce l’anno di costruzione di questa chiesa, ma è certo che sia precedente al 1559. Un tempo, su questo lembo di terra lontano dal borgo antico, si ergeva un’edicola dedicata a San Primiano. Un piccolo segno di devozione rurale, semplice ma intenso, che col tempo divenne cuore pulsante di preghiera per gli uomini e le donne che passavano da qui per andare a lavorare i campi. Da quella radice umile nacque una cappella, che nei secoli successivi, tra il XVII e il XVIII secolo, venne ampliata e trasformata, assumendo forme nuove e un prospetto diverso. Il portale d’ingresso custodisce ancora oggi un arco a tutto sesto, al cui interno appare un affresco antico. La figura della Vergine, pur segnata dal tempo, continua a vegliare su chi varca la soglia, quasi fosse un invito silenzioso a entrare con rispetto. Accanto, nella parete della sagrestia, cinque grandi croci in legno si stagliano come sentinelle austere, memoria di sacrifici e di fede incrollabile.

Oggi l’interno si presenta spoglio degli arredi originari, ma conserva un’unicità che parla al cuore. Al centro si erge un altare in pietra del Novecento, essenziale e severo, che raccoglie l’eredità delle generazioni passate. Dietro di esso, frammenti di antiche pitture murali riaffiorano dalla parete, indizi preziosi di un tempo in cui l’intera superficie era forse rivestita di colori e figure sacre, testimoniando la ricchezza perduta di un linguaggio pittorico ormai svanito. Un dipinto contemporaneo della Madonna con Gesù Bambino benedicente simboleggia la continuità tra passato e presente, tra la devozione antica e quella viva della comunità odierna. Accanto all’altare, sulla destra, si trova una scultura in cartapesta realizzata dal maestro Caretta di Lecce nel 1914: la Madonna della Cintura, delicata e intensa, che sembra quasi respirare nella penombra. Sul lato opposto, una statua della Madonna delle Grazie accompagna una più piccola scultura tardo-ottocentesca di San Francesco Saverio. Oggi la cappella resta un punto di riferimento per la comunità: ogni pietra testimonia la devozione di chi, nei secoli, ha trovato qui un momento di raccoglimento e preghiera.

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