Chiesa del santissimo Sacramento
Quando l’Italia stava emergendo dai grandi sconvolgimenti del Risorgimento, con la proclamazione del Regno d’Italia e lo sguardo rivolto a Roma ancora sotto il controllo della Chiesa, nel 1868 il sacerdote Francesco Fiorese decise di realizzare questa chiesa tra l’educandato delle fanciulle orfane di padre e di madre e l’ospedale civico. La chiesa, inizialmente dedicata all’Immacolata Concezione e poi al Santissimo Sacramento, divenne così un rifugio di raccoglimento e preghiera per l’intera comunità. Vent’anni dopo Due scalinate di nove gradini, protette da ringhiere in ferro battuto, conducono al sagrato sopraelevato. Sul lato sinistro si erge il campanile a un piano, aperto su quattro facce da monofore, a vegliare sul quartiere e a scandire il ritmo della vita quotidiana. All’interno, la navata unica è scandita da tre arcate a tutto sesto e si conclude con un presbiterio semicircolare, sobrio e raccolto, dove ogni elemento è studiato per guidare lo sguardo e il cuore dei fedeli.Lungo il fianco sinistro, una nicchia custodisce la statua di Sant’Antonio da Padova accanto all’immagine del Cristo flagellato; sul lato destro si trovano un’effigie di San Francesco di Paola, una moderna Deposizione e una scultura in cartapesta di Cristo alla colonna.
Il cuore della chiesa risiede negli altari presbiterali: tre opere in marmi policromi, simili nello stile e nella struttura, con basi incise da croci rossastre, gradini interrotti da piccoli tempietti con tabernacolo e edicole superiori che ospitano preziose immagini sacre. A sinistra, la tela della Madonna di Pompei; a destra, la statua di Sant’Anna con Maria bambina, opera di Luigi Guacci; al centro, sull’altare maggiore, una Pietà in cartapesta, racchiusa in una nicchia arcuata con fondale azzurro. Lungo le pareti laterali, quattordici formelle in gesso modellato e dipinto narrano la Via Crucis, accompagnando i fedeli passo dopo passo lungo il cammino della Passione. Tutto l’ambiente, dalle sculture agli altari, è concepito per sostenere la funzione del culto e al contempo conservare il patrimonio artistico della comunità, creando uno spazio raccolto, sobrio e funzionale, dove fede e storia si incontrano in ogni dettaglio.













