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Stazione Ferroviaria


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(XX sec.)

Era il 1864 quando a Grumo cominciarono a parlare di rotaie, come di un sogno capace di trasformare per sempre il volto del paese. La linea ferroviaria Bari-Taranto accese speranze: collegare città lontane, portare viaggiatori, merci e storie da raccontare. Dove prima si stendevano vigne e campi, furono posate traversine, ghiaia e ferro lucente. Il primo marzo 1898 il piazzale della stazione fu consegnato al Comune. Tra pietre appena posate e un silenzio d’attesa, si percepiva già la promessa di un luogo che sarebbe diventato crocevia di vite. Nel 1915, con il secondo tronco che collegava i paesi vicini a Bari, il paese si scoprì improvvisamente più vicino al mondo. I binari raccontavano storie diverse: due per i passeggeri, uno tronco per le merci che portavano ricchezza.

Tra le mura semplici della stazione, un giovane ragazzo di nome Sergio osservava dalla banchina, attraverso il vetro di una finestra, suo padre, capostazione, muoversi con calma e precisione. Ogni mattina, prima di prendere il treno per il liceo ad Altamura, lo guardava segnare arrivi e partenze, consegnare biglietti, parlare al telefono. Quei gesti quotidiani gli raccontavano storie silenziose, di attese e partenze, di addii e ritorni. Qualche anno dopo, Sergio Rubini trasformò quei ricordi in arte. Nel 1990 girò il suo primo film, La Stazione, ispirato a quegli anni: la storia di un capostazione solitario e di una donna in fuga dal suo fidanzato, di incontri nati sotto il cielo notturno e il suono dei treni. La pellicola, premiata e applaudita, consacrò il talento del giovane regista.Oggi i treni continuano ad arrivare e ripartire, verso Bari e Matera. Da qui parte un percorso ciclopedonale tra strade di campagna, masserie, chiese rupestri, storie di carbonari e briganti, di leggende e fede.

Indicazioni stradali