Chiesa di Santa Maria di Mellitto
La leggenda narra che un giorno un pastore si chinò sul pozzo per attingere acqua, desideroso di dissetare le sue pecore. Mentre il secchio scendeva tra le ombre dell’acqua, qualcosa catturò il suo sguardo. Con fatica raggiunse il fondo e scoprì un pacco misterioso. Lo afferrò e, con mani tremanti, lo aprì. Al suo interno trovò un dipinto della Vergine Maria, dai colori chiari e delicati, dipinto su pietra, come se la luce del sole filtrasse tra le foglie per illuminarlo. Quella notte il pastore sognò la Vergine. La Madonna gli parlò con voce dolce, chiedendo che nel bosco, dove si trovava il pozzo, sorgesse un luogo dove gli uomini potessero venerarla. Al mattino il pastore raccontò l’accaduto. I fedeli, commossi, decisero di esaudire il suo desiderio e costruirono questa chiesa. L’icona, probabilmente risalente all’ottavo secolo, era stata nascosta per sfuggire alla furia iconoclasta e riemerse trecento anni dopo, diventando testimone silenziosa di un passato bizantino. Oggi è custodita nella chiesa da un’urna di vetro, vegliata dai fedeli e dal tempo.
La chiesa si sviluppa su una pianta longitudinale a navata unica, con volta a botte e una sacrestia accanto al presbiterio. La facciata a capanna è segnata da un fastigio e da un piccolo campaniletto a vela sul lato sinistro. All’interno, l’affresco della Madonna delle Grazie, datato 1697, copre l’intera parete ed è uno dei pochi esempi di altare barocco illusionistico in Puglia. Ogni anno, a metà luglio, l’alba sorprende Grumo animata da una folla pronta a partire a piedi verso Mellitto, molti anche scalzi. Cinque ore di cammino, tra preghiere e silenzi, conducono alla piccola chiesa, dove una Messa celebra la devozione prima del ritorno a Grumo. Due settimane dopo, la statua della Vergine attraversa le vie principali del paese in processione: carri votivi infiorati, centinaia di fiori di carta velina preparati dalle famiglie, balconi addobbati con coperte ricamate, petali e foglie lanciati al passaggio del simulacro. Un lungo corteo accompagna la Madonna fino al ritorno alla chiesa di Mellitto, tra canti e devozione collettiva. Così il bosco e la pietra, la fede di un pastore e quella della comunità, si incontrano ogni anno in un rito che attraversa i secoli. Ogni pietra, ogni fiore, ogni passo racconta la storia di un dipinto ritrovato, di un sogno ricevuto e di una devozione che continua a vivere, intatta, tra Grumo e Mellitto.














