Chiesa della Trinita
(XVII sec.)
La chiesa, edificata dalla famiglia D’Urso e donata al capitolo di Grumo nel 1611, intreccia fede, arte e memoria in ogni sua pietra. Le sue mura, che attraversano i secoli, custodiscono affreschi ancora vivi: al centro spicca la Trinità che incorona la Vergine Maria, accanto ai volti di Lucrezia D’Urso e di suo fratello, i benefattori che resero possibile la nascita di questo luogo sacro. Attorno, i colori raccontano altre figure care alla devozione popolare: Sant’Antonio, San Francesco da Paola e Santa Lucia.Con il tempo la cappella cambiò volto. Nell’Ottocento un vano rettangolare le donò la forma di una croce, mentre la semplice facciata a capanna fu sormontata da un campanile a vela, sobrio ma solenne. Ogni pietra sembra trattenere l’eco dei passi dei contadini che, nei giorni di festa, ne varcavano la soglia.
Nel 1946, la devozione trovò nuova espressione grazie a Luigi Fiorillo, che affidò a maestri leccesi la realizzazione di una statua in cartapesta. L’opera, fragile e leggera, ma resa solenne dall’arte, divenne compagna dei fedeli nelle processioni e nei momenti più intensi della vita comunitaria. Per secoli, la festa legata a questa chiesa fu il cuore pulsante di Grumo. Il lunedì di Pasquetta si trasformava in un tripudio di voci e colori: la fiera animava il mattino con bancarelle e mercati, mentre la sera la folla si raccoglieva attorno al palo della cuccagna, reso scivoloso dal grasso e carico di premi preziosi. Giovani temerari tentavano la scalata tra scrosci di risa, cadute e applausi, mentre il paese intero si stringeva in un abbraccio di entusiasmo. A tutti i presenti venivano distribuite panelle a forma di colomba: pane semplice, ma colmo di significato, simbolo dello Spirito Santo e della comunione fraterna. Ogni morso racchiudeva fede, festa e speranza. Il cammino prosegue ancora oggi lungo la cosiddetta “via della fede” fino a Mellitto. Lungo il percorso, edicole votive si ergono come piccole sentinelle spirituali, fari di preghiera che testimoniano la profonda devozione di questa gente.











